Da bambino ero certo di quale fosse il mio destino.
All’inevitabile domanda: “cosa vuoi fare da grande?”, rispondevo sicuro: “voglio studiare la vita degli animali”.

Volevo essere la persona che si trovava dietro la telecamera che registrava quei documentari naturalistici che amavo guardare. Mi immaginavo al seguito di una spedizione nella foresta, il mio compito era quello di addentrarmi tra la vegetazione, piazzare una telecamera puntandola verso il ramo di un albero e osservare così, per ore, la vita di una particolare specie di uccello. In realtà non avevo la minima idea di cosa ci fosse dietro quel tipo lavoro, ma non mi importava molto. Immaginavo, però, che quando sarei stato nascosto nella foresta, la videocamera sarebbe diventata solo una scusa, il mio posto di lavoro soltanto una copertura, un pretesto che convincesse le altre persone che io stessi facendo qualcosa di professionale, remunerativo.
Invece stavo solo osservando per ore la natura.

Se fosse riconosciuta come un’occupazione reale, sulla carta d’identità come professione vorrei ci fosse scritto “Osservatore”. Sarebbe la realizzazione del mio sogno infantile. Non vivo in una foresta, ma a Milano, non porto con me videocamere, ma osservo giorno e notte quello che capita intorno a me, le immagini che ritengo più significative le dipingo. I miei quadri sono soltanto frames di un lunghissimo documentario sul genere umano che sto registrando e montando da 31 anni. Le persone mi affascinano, per il loro modo di muoversi, per i loro comportamenti sociali, per la loro arroganza.
Osservarli in silenzio, nascosto, è la mia passione.

Con il passare degli anni ho letto libri che non avrei dovuto aprire e ascoltato persone che non avrei dovuto incontrare. Mi raccontavano delle strane teorie, usando parole che non pensavo potessero ancora appartenere alla nostra epoca.
Iniziai a percepire il mondo esterno come una proiezione di quello interno, come una “foresta di simboli”.
Ormai passeggiando per strada o guardando la tv, vedo soltanto Archetipi. Nel mio documentario ho quindi iniziato ad approfondire l’aspetto spirituale del genere umano.

Nell’anno 1 D.C. (Dopo Covid), ho creato la figura del Sabotatore e il Manifesto degli Artisti Sabotatori, che presto verrà pubblicato integralmente.
Il Sabotatore è l’antitesi dell’Uomo-Macchina e delle Teste Fluttuanti. Il Sabotatore è colui che si ricorda ancora di essere un corpo e che le foglie cadono in Autunno.
Il Sabotatore è lo zoccolo di legno che distrugge la gelida macchina di metallo.
La mia pittura è quindi mutata nuovamente, avendo smesso di usare strumenti tecnologici per comporre le immagini e avendo iniziato a seguire il motto degli Artisti Sabotatori: “A morte la Macchina!”

La mia opera pittorica viaggia di pari passo con la mia ricerca spirituale. Dopo aver approfondito le religioni più disparate, sto studiando e riscoprendo la tradizione giudaico cristiana entro la quale sono nato.

Dipingere è per me conoscere. La pittura un metodo di studio.

Lorenzo Carlo Perin Alessandrini
Umile servo della Pittura, Sabotatore.

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Esposizioni:

Novembre 2019 e Novembre 2020 – Inveruno
Selezionato per il Padiglione d’arte giovane Inverart 
A cura di Il Raccolto e Officine Creative del Guado

Settembre 2019 – Inveruno 
Finalista per il premio Filippo Villa 2019
A cura di Il Raccolto e Officine Creative del Guado

Aprile 2018 – Milano – La Dogana
“Future past” – bipersonale con Luca Ferrario

Novembre 2015 – Milano – Ex Fornace
“Resistenze” – esposizione collettiva
A cura di Andrea b. Del Guercio e Renato Galbusera

Agosto 2014 – Bressanone – Giardino Vescovile
“Il sogno dell’elefante” – esposizione collettiva
A cura di Diana LoMeiHing per Associazione culturale Zero

Luglio 2013 – Sondrio – palazzo Sassi
“Brera incontra Scarpatetti” – esposizione collettiva
A cura di Deborah Grosso durante la XVI edizione di ScarpatettiArte

Giugno 2013 – Milano – Spazio OCA, Officine Creative Ansaldo
“Il dolore di altri animali” – esposizione collettiva
A cura dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Giugno 2012 -Romania – Universitatea de Arta si Design din Cluj-Napoca
Esposizione collettiva a cura dell’Accademia di Belle Arti di Brera

Luglio 2009 – Londra – Candid Arts Trust
“Conflict and Identity” – esposizione collettiva
A cura di La Fuente Foundation Londra – Candid Arts Trust